CANONI DELLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME - CHIARIMENTI E TABELLE Editoriale del funzionario responsabile dell'Ufficio Demanio Marittimo del Comune di Sestri Levante, Geom. Sandro Raso. Viste le ricorrenti notizie giornalistiche relative ad un forte incremento dei canoni demaniali marittimi, che si rifletterebbe sulle tariffe applicate al pubblico presso le strutture balneari, si ritiene opportuno riepilogare, il più sinteticamente possibile, l’attuale situazione. Le funzioni amministrative in materia di Demanio Marittimo, storicamente espletate per più di un secolo dal Corpo delle Capitanerie di Porto, sono state conferite alle Regioni con D.Lgs. 31 marzo 1998 n. 112, passando così dall’Amministrazione militare a quella civile. La Regione Liguria, con L.R. 28 aprile 1999 n. 13, ha delegato gran parte di tali funzioni ai Comuni, con decorrenza dal 1 gennaio 2002. La proprietà delle aree demaniali marittime e degli specchi acquei, tuttavia, appartiene ancora allo Stato e quindi al medesimo vanno corrisposti - previo ordine di pagamento emesso dal Comune - i canoni dovuti per l’uso delle aree demaniali a terra e degli specchi acquei. Tali canoni vengono calcolati dall’ufficio in base a disposizioni di legge e regolamento, applicando tariffe stabilite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che annualmente rende note le relative tabelle, suddivise per tipologia di concessione. Le modalità di calcolo del canone e le eventuali riduzioni spettanti sono previste, a seconda della tipologia di concessione, da varie disposizioni, fra cui principalmente il D.L. 5 ottobre 1993 n. 400 e le circolari ministeriali n. 77 del 17/12/1998 e n. 120 del 24/05/2001, senza alcuna discrezionalità da parte degli uffici comunali. La legge finanziaria 2004 aveva stabilito, per le concessioni a carattere turistico - ricreativo, un aumento generalizzato del 300%. Tale aumento tuttavia, dopo varie vicissitudini legislative, è stato sospeso per diverse volte, da ultimo sino al 30 settembre 2006 con decreto legge recentemente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Inoltre va considerato che la legge finanziaria che stabiliva l’aumento del 300% si è incrociata con una nuova normativa della Regione Liguria che stabilisce, per le aree demaniali marittime a terra, il declassamento dalla fascia di rilevanza turistica "B" alla "C". Dal combinato delle due disposizioni, se saranno entrambe confermate (cosa che al momento non è possibile prevedere) conseguirebbe un aumento reale dei canoni di concessione variabile da caso a caso, ma mediamente intorno al 190%: ad esempio, un medio stabilimento balneare che pagava un canone di circa euro 2.000 annui si troverebbe a pagarne circa 5.800, con decorrenza dal 2004 e con necessità quindi di versare anche cospicue somme arretrate. Le disposizioni pervenute ai Comuni dai competenti uffici ministeriali e regionali sono state incerte e contraddittorie. Solo a titolo di esempio si riporta quanto segue: - con nota prot. 2006/10452 del 13/04/2006 a firma del dott. Paolo Maranca, l'Agenzia del Demanio disponeva da parte degli enti territoriali interessati l'immediata applicazione dell'aumento del 300% dei canoni demaniali marittimi con decorrenza 01.01.2004; - con nota prot. 2006/13255/DCAO del 5/05/2006 a firma del medesimo dott. Paolo Maranca, l'Agenzia del Demanio informava la stampa di "non aver diramato alcuna circolare riguardante istruzioni sulla richiesta di aumento del 300% dei canoni di concessioni demaniali marittime...". Le tabelle delle tariffe allegate alla presente comunicazione sono state estratte in data odierna dal sito internet del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e tengono già conto, erroneamente, dell’aumento del 300%, almeno per il momento non in vigore. Del resto va detto che il Ministero, negli ultimi due anni, ha ripetutamente cambiato le tabelle pubblicate sul sito, talvolta non calcolando l’aumento del 300% e talaltra applicandolo in vario modo, ed in alcuni periodi le ha completamente eliminate. Di fronte a tale confusione normativa, l’Ufficio Demanio Marittimo ha ritenuto, a titolo provvisorio, di non procedere, per il momento, all’aumento del 300% nè al declassamento da fascia B a fascia C, limitandosi ad applicare gli incrementi ISTAT stabiliti di anno in anno: 1,75% per il 2004, 2,80% per il 2005, 2,85% per il 2006. Su tutti gli ordini di pagamento (emessi, in massima parte, nel mese di gennaio 2006) è stato chiaramente indicato che il canone è provvisorio e che l’ufficio si riserva di provvedere a tempo debito ad eventuali conguagli che si rendessero necessari. Agli eventuali conguagli, se del caso, si provvederà solamente dopo che i competenti uffici statali avranno diramato istruzioni chiare e soprattutto definitive. Tali istruzioni, se e quando perverranno, saranno immediatamente pubblicate sul sito internet e messe a disposizione di tutti gli interessati. L’Ufficio Demanio Marittimo si rende conto del grande clima di incertezza che attualmente regna nel settore (si pensi ad un gestore di stabilimento balneare che deve stabilire, prima dell’inizio della stagione, le tariffe da applicare alla clientela, senza conoscere le spese cui andrà incontro per l’anno attuale e addirittura per i due anni precedenti) ma non ha alcuna possibilità di intervenire sugli organi legislativi. Per completezza di informazione in merito alle competenze sul Demanio Marittimo si ritiene infine opportuno rendere noto a tutti i cittadini interessati che:
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